fbpx

LA VERA SFIDA: RIDURRE I RIFIUTI E NON SOLAMENTE GESTIRLI

Ogni giorno nel mondo si producono circa 12 milioni di tonnellate di rifiuti. La loro gestione, il loro stoccaggio, lo smaltimento, l’avviamento dei processi di riciclo sono attualemte delle sfide enormi, sia tecnologiche e logistiche che sociali.

Questo il dato di fatto. Quello che è altrettanto vero è che le odierne strategie di gestione dei rifiuti sono spesso costose, ingombranti e dannose per il nostro ambiente. Ecco il paradosso: per fronteggiare la montagna di rifiuti che ingigantisce ogni giorno ci ritroviamo spesso a moltiplicare i problemi connessi con l’ambiente, senza peraltro avvicinarci alla soluzione.

La metafora della sporcizia e del tappeto, tanto per intenderci.

Alla fine ci sarà così tanta sporcizia che il tappeto non basterà a coprirla tutta.

RIFIUTI E REDDITIVITA’ UNA CONVERGENZA POSSIBILE.

I rifiuti sono delle voci di costo all’interno dei bilanci aziendali. Scarti di lavorazione, rifiuti prodotti dalle attività di gestione, etc. producono dei costi: per movimentarli, per stoccarli, per conferirli ad altri soggetti.

In parole povere: che si verifichi durante la produzione o il consumo, la produzione di rifiuti è una spesa, un costo che ricade sulla gestione, sia dei produttori che dei consumatori.

Per ridurre realmente l’impatto sull’ambiente aumentando al contempo la redditività, le aziende devono spostare quindi in modo aggressivo l’attenzione dalla gestione dei rifiuti alla prevenzione stessa dei rifiuti.

Sembra semplice ( e lo è): ridurre i rifiuti significa ridurre i costi.

Diverse ricerche ed esperienze sul campo negli ultimi decenni convergono nell’affermare che le aziende di tutti i settori riescono ad aumentare la redditività, l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale quando decidono di ridurre i propri rifiuti mettendo in atto politiche di gestione finalizzate all’efficienza.

Incorporare un piano strategico di risparmio dei rifiuti nel proprio modello di business, invece di pagare per i servizi di rimozione dei rifiuti, è un ottimo modo per legare la riduzione dei rifiuti direttamente ai profitti.

Ma la prevenzione dei rifiuti è anche una questione di attenzione. Quando le aziende iniziano a pensare al riciclo e allo “zero waste”, tendono a partire dai materiali più ovvi: carta, plastica, cartone, vetro e alluminio. Questi prodotti riciclabili sono facilmente monetizzabili e possono evidentemente e anche molto semplicemente generare entrate.

In realtà, tuttavia, è il cibo la componente principale dei rifiuti solidi urbani.

Ogni anno vengono prodotti più di 34 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari solo negli USA e quando marciscono nelle discariche, rappresentano una parte significativa delle emissioni di metano del paese. Ecco perché è fondamentale che le aziende inizino a utilizzare soluzioni ecocompatibili per lo smaltimento dei rifiuti alimentari.

Molto presto le aziende saranno costrette dalle normative ad agire in questo senso. Negli ultimi anni, governo, aziende, leader ambientali ed opinione pubblica si sono uniti nella presa di coscienza che di fatto la tradizionale gestione dei rifiuti alimentari non è più una soluzione praticabile ma è anzi generatrice di ulteriori peggioramenti a livello ambientale.

I governi occidentali hanno sempre più nelle loro agende soluzioni intese a vietare o limitare lo spreco alimentare commerciale.

Per citare una iniziative su tutte: la California porterà la propria politica di sostenibilità ambientale ancora più in là quando tutti i rifiuti alimentari delle attività commerciali saranno convertiti in energia attraverso l’uso di reattori a digestione anaerobica.

Riteniamo che entro un decennio la maggior parte degli stati attuerà politiche simili.

OLTRE LA DISCARICA, OLTRE LA SELEZIONE DEI RIFIUTI.

Anche se c’è ancora molto spazio per migliorare la selezione dei rifiuti prima che arrivino nelle discariche (o per evitare che arrivino del tutto nelle discariche), i leader di tutto il mondo stanno riflettendo attivamente sulla riduzione a monte dei rifiuti.

Al World Economic Forum di Davos è emersa negli scorsi anni proprio la questione sostenibilità come uno tra i maggiori fattori globali di rischio. La soluzione? La prevenzione e l’utilizzo della tecnologia verde per innescare un’ondata di innovazione nel settore della distribuzione alimentare.

IL PRIMO OBIETTIVO? RIDURRE LO SPRECO ALIMENTARE.

Al fine di generare la trasparenza necessaria per iniziare a prevenire lo spreco alimentare, dobbiamo investire in nuove tecnologie che consentano alle aziende di monitorare, segnalare, analizzare e controllare facilmente i rifiuti e i materiali riciclabili.

I Big Data già oggi forniscono informazioni estese per affrontare meglio i problemi aziendali. Avere dati corretti ed in tempo reale sui modelli di consumo ci consentirà di ridurre la quantità di rifiuti alla fonte, il che a sua volta incoraggerà i produttori a ridurre gli imballaggi non necessari (altra fonte di rifiuti da stoccare e gestire).

Le analisi delle performances in tempo reale consentono in modo più efficiente di confrontare le previsioni con le prestazioni reali, al fine di implementare le migliori pratiche gestionali e quindi apportare modifiche a livello aziendale. In questo modo si migliorano l’efficienza e la redditività.

La riduzione dei costi operativi sono una delle motivazioni più efficaci per attirare l’attenzione delle imprese e le pratiche di riciclaggio e di riduzione efficienti sono un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo.

Attraverso modalità innovative per consumare meno risorse e generare meno rifiuti, le aziende spenderanno meno tempo e denaro.

Sfortunatamente, molti prodotti usa e getta, compresi i prodotti alimentari, continuano a riempire le discariche più velocemente di quanto non riescano a fare le aziende nell’implementare metodologie di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti.

Con l’ascesa del movimento zero waste e l’emergere di una migliore tecnologia per analizzare e prevenire i rifiuti, tuttavia, la strada per una maggiore redditività e sostenibilità potrebbe essere sempre più percorribile.

Qual’è il compito delle Associazioni di categoria come ASSIWAMA?

Il nostro compito è quello di costruire, rafforzare e diffondere la cultura della sostenibilità, attraverso azioni, prese di posizione e metodologie che possano affermare con forza l’importanza di questo nuovo, grande, cambio di passo della società.

Non si tratta più di contenere i danni, si tratta di mettere in atto politiche dirompenti e di intraprendere con decisione strade innovative e coraggiose.

Solo così potremo dire di avere fatto del nostro meglio.

Condividi
admin1

Biografia del docente Stefano

Comments are closed.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato!

WhatsApp chat