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Professioni green: come nasce il “Waste Manager”

Nell’attualissimo e complesso panorama della gestione ambientale, dove ci troviamo
agli esordi dell’economia circolare, di tanto si sente parlare
e tutto è da chiarire, è nato il profilo del waste manager: una figura professionale
specializzata nella gestione informatizzata dei flussi dei rifiuti aziendali, pubblici e privati

Il ruolo del WM emerge nelle esigenze di ogni forma d’Impresa, sia essa produttiva o fornitrice di servizi, ottimizzando in senso logistico ed economico “il fine vita” di un’enorme quantità di materiali – pensiamo soltanto agli imballaggi, ai fusti metallici, etc. – dal potenziale di rigenerazione e riutilizzo anche tal quale, che, esaurita la loro funzione all’interno del ciclo di produzione
aziendale, si trasformano banalmente in rifiuto e come tale generano oneri, impegni e costi in crescita continua.
Il punto è questo: il rifiuto di un dato ciclo produttivo, è molto spesso ciò che alimenta o può dare avvio a un’altra filiera di produzione. Un esempio calzante è la produzione di bio-metano
a partire da scarti e cascami organici dell’industria alimentare, agricola e zootecnica. È evidente che estrarre l’energia residua da materiali di scarto e trasformarla in combustibile e compost, sia oggettivamente un’idea sensata e proficua ma, la vera sfida è questa. Chi si occuperà di creare tutta la rete delle connessioni tra i Soggetti detentori e gli investitori, considerando che le singole aziende operano presso che come sistemi chiusi? Ecco riemergere il WM, con i suoi strumenti di ‘connettività’ del mercato, per costruire il primo tassello operativo nei processi di economia circolare.
Dove si forma un WM? Ass.I.Wa.Ma. – L’Associazione Internazionale degli Waste Manager – nasce in Italia nel 2018, dalla volontà del giovane e intraprendente Dino Jr. Di Cicco, laureato in Economia Aziendale Internazionale e grande appassionato di ambiente, con lo scopo istituzionale di creare sul territorio nazionale, ma non solo, una rete selezionata di professionisti della materia ambientale. Spaziando attraverso le competenze di Dottori Ambientalisti, Ingegneri, Avvocati ed Economisti formati nella materia specifica, l’Associazione è arrivata a plasmare la figura del Waste
Manager e, dopo mesi di intenso lavoro, sta finalizzando il percorso istituzionale per vedere riconosciuto il Titolo a livello ministeriale, ma soprattutto arrivare ad una ufficialità e alla regolamentazione formativa, a garanzia del livello di preparazione professionale di questo consulente strategico d’Azienda. Per chi non fosse del settore, è bene far presente che ad oggi, nel nostro
Paese, ancora non esistono Registri ufficiali, Albi Ministeriali o Ordini dedicati che distinguano le specializzazioni e, di fatto, che vigilino sull’operato dei singoli e di coloro che si dichiarano ‘Esperti Ambientali’.
Va da sè che queste lacune creino molte difficoltà a chi volesse reperire prestazioni di professionisti ambientali, e, tanto di peggio, il rischio è quello di incappare in ‘competenze’ improvvisate.
La quaestio sui mutamenti ambientali e climatici, grazie proprio al battage delle cronache recenti, sta vedendo un’espansione esponenziale dell’Interesse, in primis mediatico, e del pensiero
diffuso a livello globale – o meglio, sarebbe a dire tra coloro che sanno leggere e hanno risorse sufficienti per accedere a internet, tablets e TV!-; mode a parte, ora abbiamo tutti Noi, e indistintamente, il dovere fare seguire alle grandi manifestazioni emotive di disdegno, le operazioni vere: gesti concreti e quotidiani.
Benvenuta quindi, la comparsa di questa nuova figura tecnica gestionale, il WM, che inizierà il suo paziente compito proprio da ‘là’, dove fino a poco tempo fa nessuno si augurava di dover
mettere le mani… e, da oggi, lavorerà per arrivare alla Risorsa Rifiuto!

Fonte:

AMBIENTE Educazione e Tutela N. 118 Anno 2019 

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