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Piano d’azione per l’economia circolare

L’11 marzo 2020 la Commissione Europea ha varato il piano d’azione per l’economia circolare, uno dei principali elementi costitutivi del Green Deal europeo.

Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare annuncia iniziative lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti mirando alla loro progettazione, promuovendo processi di economia circolare e consumi sostenibili con l’obiettivo di garantire che le risorse utilizzate siano conservate nell’economia dell’UE il più a lungo possibile.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la nostra competitività economica, è necessaria un’economia completamente circolare. Oggi, la nostra economia è ancora per lo più lineare, con solo il 12% di materiali e risorse secondari riportati nell’economia. Molti prodotti si rompono troppo facilmente, non possono essere riutilizzati, riparati o riciclati o sono fatti solo per un singolo utilizzo. Esiste un enorme potenziale da sfruttare sia per le imprese che per i consumatori. Con il piano odierno lanciamo azioni per trasformare il modo in cui i prodotti sono realizzati e autorizzare i consumatori a fare scelte sostenibili a proprio vantaggio e per l’ambiente”.

Quali sono le misure previste?

Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare presentato nell’ambito della strategia industriale dell’UE presenta misure per:

  • Rendere i prodotti sostenibili per far sì che i prodotti immessi sul mercato dell’UE siano progettati per durare più a lungo, siano più facili da riutilizzare, riparare e riciclare e incorporare il più possibile materiale riciclato anziché la materia prima. 
  • Dare potere ai consumatori per far sì che abbiano accesso a informazioni affidabili su questioni come la riparabilità e la durata dei prodotti, per aiutarli a compiere scelte sostenibili dal punto di vista ambientale. I consumatori beneficeranno di un vero “Diritto alla riparazione”
  • Concentrarsi sui settori che utilizzano più risorse e in cui il potenziale di circolarità è elevato, quali:
    • elettronica e ICT: Il piano d’azione propone di istituire una “Circular Electronics Initiative” per promuovere una maggiore durata dei prodotti attraverso riutilizzabilità e riparabilità, nonché aggiornabilità di componenti e software per evitare l’obsolescenza prematura. La Commissione adotterà nuove normative per telefoni cellulari, tablet e laptop ai sensi della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, nonché nuove misure sui caricabatterie per telefoni cellulari e dispositivi simili. Sarà inoltre preso in considerazione un piano di ripresa in tutta l’UE per restituire o vendere vecchi telefoni cellulari, tablet e caricabatterie.
    • batterie e veicoli: Il nuovo quadro normativo per le batterie avrà ad oggetto: misure per migliorare i tassi di raccolta e riciclaggio delle stesse e garantire il recupero di materiali preziosi; requisiti di sostenibilità per le batterie; regole sul contenuto riciclato nelle nuove batterie e la fornitura di informazioni destinate ai consumatori. La Commissione proporrà la revisione delle norme sui veicoli fuori uso al fine di migliorare l’efficienza del riciclaggio, nonché norme per garantire la raccolta e il trattamento ecocompostabile degli oli usati.
    • imballaggi: La quantità di materiali utilizzati per l’imballaggio è in costante aumento e nel 2017 i rifiuti di imballaggio in Europa hanno raggiunto 173 kg per abitante, il livello più alto di sempre. In forza dell’obiettivo della Commissione di rendere riutilizzabili o riciclabili tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE entro il 2030, la stessa rafforzerà i requisiti essenziali obbligatori per tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE, con il fine di ridurre i rifiuti derivanti da imballaggi, favorendo la progettazione di imballaggi sostenibili, ai fini del riutilizzo e della riciclabilità.
    • plastica: Il piano d’azione punta all’aumento del quantitativo di plastica riciclata. Saranno individuati requisiti obbligatori in settori quali imballaggi, materiali da costruzione e veicoli. Vengono approfondite, inoltre, le tematiche relative alle microplastiche, all’approvvigionamento e all’uso di materie plastiche a base biologica e biodegradabili. In particolare per quanto riguarda le microplastiche, la Commissione ne limiterà l’aggiunta e lavorerà anche sul loro rilascio involontario, sviluppando e armonizzando i metodi di misurazione, certificazione e regolamentazione in modo da aumentare la cattura di microplastiche nelle acque reflue. La Commissione garantirà la rapida attuazione della nuova direttiva sui prodotti di plastica monouso.
    • tessili: Il piano d’azione delinea un quadro globale che mirerà a rafforzare la competitività e l’innovazione industriale, potenziando il mercato dell’UE per i tessili sostenibili e circolari e promuovendo nuovi modelli di business. Il settore tessile occupa la quarta posizione tra i settori che utilizzano più materie prime e acqua dopo il settore alimentare, l’edilizia abitativa e i trasporti e la quinta per le emissioni di gas a effetto serra. Il piano d’azione mira ad implementare l’uso dei tessili sostenibili e circolari, incentivando nuovi modelli di consumo e modelli di business incoraggiando le applicazioni industriali e le misure di regolamentazione come la responsabilità estesa del produttore. La Commissione fornirà inoltre orientamenti sulla raccolta differenziata dei rifiuti tessili, che gli Stati membri devono garantire entro il 2025.
    • edilizia e costruzioni: Ai primi posti per impatto ambientale vi è il settore dell’edilizia che da solo consuma circa il 50% di tutto il materiale estratto ed è responsabile di oltre il 35% della produzione totale di rifiuti dell’Unione. Risulta dunque centrale nei piani dell’Unione Europea promuovere i principi di circolarità durante l’intero ciclo di vita degli edifici, adottando una strategia generale per un ambiente edificato sostenibile. Il piano d’azione prevede di aggiornare la regolamentazione in materia di prodotti da costruzione per integrare la valutazione del ciclo di vita negli appalti pubblici, includendo i requisiti relativi al contenuto riciclato per determinati prodotti da costruzione.
    • alimentare: Le risorse biologiche forniscono un apporto fondamentale all’economia dell’UE e in futuro svolgeranno un ruolo ancora più importante. La percentuale di cibo sprecato nell’UE ammonta al 20% del totale prodotto. La Commissione proporrà un obiettivo di riduzione degli sprechi alimentari nel quadro della strategia denominata “Dai campi alla tavola”. Tale strategia riguarderà l’intera catena produttiva alimentare focalizzandosi sulla sostenibilità del settore, protezione dell’ambiente e preservazione della biodiversità. Sono al vaglia delle iniziative legislativa per sostituire imballaggi, stoviglie e posate monouso con prodotti riutilizzabili nei servizi alimentari. La Commissione agevolerà il riutilizzo delle acque e l’efficienza idrica, anche nei processi industriali.
  • Garantire meno sprechi. Il core dell’iniziativa è prevenire la creazione dei rifiuti. Una volta creati, gli stessi dovranno essere trasformati in risorse secondarie nell’ottica di un’economia circolare. L’attuazione della strategia per i prodotti sostenibili e la sua traduzione in una legislazione specifica sono essenziali nell’ottica della prevenzione dei rifiuti. La Commissione rafforzerà l’attuazione degli obblighi di recente adozione per i regimi di responsabilità estesa del produttore, offrirà incentivi e incoraggerà la condivisione di informazioni e buone pratiche in materia di riciclaggio. La Commissione vaglierà la definizione di un modello armonizzato a livello europeo per la raccolta differenziata dei rifiuti e per l’etichettatura. Il piano d’azione propone inoltre una serie di azioni per ridurre al minimo le esportazioni dell’UE di rifiuti nei paesi terzi, che causano impatti ambientali e sanitari negativi.

I benefici dell’economia circolare

I benefici dell’Economia Circolare si ripercuoteranno non solo sull’ambiente ma anche in termini di crescita economica e aumento dei green jobs. Secondo le stime della Commissione Europea, infatti “l’applicazione di misure ambiziose di economia circolare in Europa può aumentare il PIL dell’UE di un ulteriore 0,5% entro il 2030 creando circa 700.000 nuovi posti di lavoro”.

 

 

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Biografia del docente Stefano

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